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Alle Gallerie dell’Accademia di Venezia è stata inaugurata una mostra che, per chi ama la pittura veneziana del Cinquecento, ha il sapore degli eventi rari: “Tintoretto racconta la Genesi. Ricerca, analisi e restauro”, visitabile dal 27 febbraio al 7 giugno 2026.
Protagoniste dell’esposizione sono le celebri Storie della Genesi di Jacopo Tintoretto, finalmente riunite dopo secoli di dispersione. Un ritorno atteso, che restituisce unità a un ciclo pittorico fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’artista.
Le Storie della Genesi riunite dopo secoli
Le quattro tele dedicate alla Genesi – tra cui La creazione degli animali – tornano a dialogare nello stesso spazio espositivo. La sala non è grande. E proprio per questo l’esperienza è intensa. Le opere sono vicine tra loro e invitano a uno sguardo ravvicinato, quasi intimo. La sequenza diventa racconto. Un racconto che si comprende anche senza leggere le didascalie, tanto è chiara la forza narrativa delle immagini. Entrando nella saletta ho avuto la sensazione di assistere a un incontro atteso da lungo tempo.
Cosa si vede nella mostra Tintoretto Genesi
Sulla parete di fondo domina La creazione degli animali: la figura del Creatore, centrale e potente, organizza la scena con energia teatrale. Sull’altro lato si dispongono le altre tele. Il volto di Eva, dolce e luminoso, cattura subito lo sguardo. Attorno, corpi vigorosi, mani espressive, figure in movimento immerse in una natura rigogliosa. Non è una natura che fa da sfondo. È una natura che partecipa. Entrando nella sala ho quasi sentito il fruscio del vento tra gli alberi e il battito d’ali delle anitre in volo. La forza degli elementi sembra attraversare la tela.

Il restauro e le scoperte tecniche
Tintoretto iniziò a dipingere questo ciclo intorno al 1550. Le indagini diagnostiche condotte durante il restauro del 2024 hanno confermato il suo celebre modus operandi. I pannelli esplicativi e il video in mostra mostrano come l’artista dipingesse inizialmente le figure nude, aggiungendo poi abiti e dettagli con successive stratificazioni di colore.
Sono emerse anche modifiche in corso d’opera:
- pose abbozzate a carboncino e poi corrette
- pennellate di luce successivamente cancellate
- ripensamenti compositivi
Quanta ricerca, quanto studio, quanta tensione verso la perfezione.
Perché visitare la mostra Tintoretto alle Gallerie dell’Accademia
Questa mostra non è solo un’esposizione temporanea. È il ricongiungimento di frammenti dispersi. È la possibilità di vedere riunito un ciclo che racconta non solo la Genesi biblica, ma anche la genesi creativa di un artista impetuoso e appassionato. Sono uscita dalle Gallerie dell’Accademia con la sensazione di aver visto qualcosa che non capita spesso: non solo una mostra, ma un frammento di tempo ricucito. Un’energia antica tornata a vibrare davanti a noi.




